CSU a PORTICI DI CARTA 24 GIUGNO 2021 – TORINO

Siamo felici di partecipare per la prima volta in assoluto a questa manifestazione, proprio nella città natale del Collettivo. Avremo uno stand di 3 metri nella prima sezione di Via Roma, come da immagine qui sotto, e attenendoci alle normative vigenti, essendo vietati i firma-copie, potremo riservare agli autori dei piccoli momenti fronte stand di pochi minuti e secondo una scaletta di turnazioni predefinita. A dirigere l’esposizione, al mattino ci saranno le preparatissime Alessia e Jessica, mentre al pomeriggio e fino a chiusura Claudio si alternerà con un autore per volta al comando delle operazioni. Ci saranno libri appena usciti, gadget gratis per tutti a non finire e offerte create ad hoc per l’occasione. Siamo pronti ad affrontare questa nuova esperienza con ottimismo e il solito vigore che ci contraddistingue. Allora vi aspettiamo, in Via Roma vicino a Piazza Carlo Felice (lato sinistro, vicino a Porta Nuova) dalle 10 alle 23, per farvi conoscere tantissimi talenti della nostra realtà, che ha appena compiuto 3 anni dopo oltre 50 manifestazioni fra fiere Fisiche, fiere Virtuali e Meeting.

Vi aspettiamo!

Il direttivo: Claudio – Jessica – Manuela – Alessia – Manuela

CSU al FIRENZE COMICS 2021 – 4-5 SETTEMBRE

ANDO FIERA : FIRENZE COMICS 4-5 SETTEMBRE 2021
CSU sarà presente al Firenze Comics con uno standa da 3 mesi. Responsabili di stand designate saranno Greta Guerrieri e Marina Cappelli.
Diamo l’opportunità ai 9 autori più veloci di partecipare alla fiera con 3 TITOLI (magazzino copie a piacere) soltanto in PRESENZA (no delega) con una quota di 15 €.
Verranno creati turni da 3 ore con 2 autori per volta, la fiera è su 2 giorni. I libri vengono portati al mattino in apertura e vengono presi dall’autore al congedo finale della fiera (nel caso si partecipi a entrambe le giornate).
I primi 9 che risponderanno SONO INTERESSATO commentando qui sotto, saranno inseriti nel gruppo organizzativo dedicato.
Avanti tutta CSU !
Staff

Intervista a Alessandro Mazelli – Vincitore del concorso “Lo scrigno dei racconti”

Direttamente dal concorso “Lo scrigno dei racconti”, realizzato da Universo Fantasy (di Stefania Sottile) e da NovaEditoria by Universo Fantasy (resp. Arianna Giancola), nel quale il nostro fondatore era fra i giudici, abbiamo intervistato il vincitore, Alessandro Mazelli, che ha entusiasmato con il racconto “Composizione Vettoriale”. Il Il concorso è stato patrocinato da Etna Comics e Comune di Catania.

– Alessandro, sei stato il racconto più votato dai giudici e in assoluto il preferito da Claudio Secci. Come hai concepito
questo racconto e perchè?

Anzitutto, il fatto che il racconto sia stato apprezzato così tanto mi fa un piacere immenso. Come scrittore, ero entusiasta dell’opera, e sono felice di averla potuta condivedere. Il racconto è stato concepito alla rovescia. Il finale – cui non accenno per un futuro lettore – è stato un’illuminazione improvvissa, giunta mentre stavo dedicandomi ad altro. A quel punto mi mancava il resto, contestualizzare questa conclusione, calarla in una storia. E cosa meglio di un viaggio in treno, un mezzo che mi ha accompagnato per tutti gli anni di università? Mi sentivo un po’ Vettore anch’io! Sul perché ho concepito questa storia ho una risposta un po’ sibillina. Chi ha letto il racconto capirà, chi non l’ha fatto, spero sia invogliato a farlo. La fantascienza ha moltissimi esempi di computer e supercomputer, da HAL9000 al Multivac. Spesso si è cercato di far funzionare questi calcolatori in modo simile al nostro cervello. Quindi, il cervello umano deve avere quel quid in più, no?

– E’ stato difficile per te adattarti alle 10.000 battute imposte dal format, o ti sei trovato a tuo agio?

Non è stato semplice, 10.000 sono veramente poche! “Composizione Vettoriale” è il secondo racconto che ho scritto in assoluto. Originariamente, volevo partecipare al concorso con un’altra opera, “Il Fiume”, che però aveva ben 29.000 battute. L’ho messa nel cassetto e ho concepito da zero un’altra. Ogni storia, dalla più breve alla più lunga, deve possedere un suo ritmo, che nel caso de “Il Fiume” si perdeva provando a tagliarla, operazione che ho tentato di fare. Se devono essere 10.000 battute, la storia deve essere pensata per 10.000 battute sin dall’inizio. Dopo aver preso le misure con il primo racconto, devo ammettere di essere riuscito a stare nei limiti imposti con più facilità.

– La tua vena sci-fi, si riflette sulle tue aspirazioni nella vita quotidiana? Il tuo lavoro? I tuoi studi?

Ultimamente è il contrario. Sono la vita di tutti i giorni e la mia professione di ingegnere civile che si riversano su questa vena sci-fi. Proprio l’altro giorno, mentre creavo un programma per elaborare le curve di fragilità di un edificio, mi sono bloccato per un problema di database. L’imprevisto l’ho risolto, e la soluzione mi ha fornito un’idea per un racconto che sarà una continuazione spirituale di “Composizione Vettoriale”!

– Cosa troviamo nella tua bibliografia oltre questo bellissimo racconto?

Ho iniziato a scrivere da poco più di un anno, prima ero solo lettore. Nel cassetto ho altri due racconti, inediti, e un libro, inedito anch’esso. Grazie al concorso “lo Scrigno dei Racconti”, il libro sta sperimentando la sua prima fase di editing.

– Oltre al fantascientifico, cosa ti piace scrivere, e leggere?

Mi sono avvicinato al mondo della lettura con il fantasy, mentre ero all’università. Prima di quel periodo, purtroppo, non ero un grande lettore. Come si suol dire, però, non tutto il male vien per nuocere. Prendere in mano i libri all’età di vent’anni mi ha permesso di leggerli in una chiave diversa, più matura, e di comprenderli meglio. Da allora ho accumulato migliaia di pagine, J.R.R. Tolkien, T. Brooks, A. Sapkowski…
Alla fantascienza, invece, mi sono avvicinato per gradi. Prima con i film, poi con i fumetti (L’Eternauta!) e solo ultimamente con i libri.
Sin dal primo paragrafo letto, i generi Fantasy e Fantascienza sono finiti nella mia categoria “Mi piace leggerlo e vorrei scriverlo”. L’altra categoria è “Mi piace leggerlo ma non riuscirei a scriverlo”. Adesso sto leggendo il ciclo di romanzi storici di Patrick O’Brian sul capitano della Royal Navy Jack Aubrey. Questi libri ricadono senz’altro nella seconda categoria.

– Cosa pensi di realtà come il Collettivo Scrittori Uniti, che dà opportunità gratuite agli autori di promuovere le loro opere portandoli nelle migliori fiere del paese?

Cosa posso pensare se non il meglio possibile? Ho appena conosciuto il CSU, ma l’ho percepito immediatamente come una realtà fondata da un gruppo esperto e soprattutto estremamente appassionato. A me, come neofita, il mondo dell’editoria è parso subito una selva selvaggia (e aspra e forte…). L’avere persone che ti guidino con la loro passione ed il loro entusiAsmo nelle migliori fiere è un’opportunità fantastica. Il mio primo libro è alla fase di editing… chissà che non partecipi un giorno ad un evento con voi!

– Cosa pensi delle Fiere Virtuali ideate dal CSU?

Ho navigato in lungo e in largo sul vostro sito e sulla vostra pagina facebook. Le fiere virtuali, ma anche le altre iniziative come il Break Letterario, sono splendide opportunità di confronto per conoscere gli autori, e per farsi conoscere. Riallacciandomi alla domanda di prima… attenti, perché potrei comparire all’improvviso!

Grazie per il tempo che ci hai dedicato, speriamo di vederti presto attraverso uno dei nostri canali partner o in fiera!

Staff Csu

Direttamente dalla Fiera Virtuale del Romance 2021… Danilo Scastiglia !

Al termine della Fiera Virtuale del Romance 2021, un altro grande successo per la manifestazione, abbiamo intervistato uno dei protagonisti, Danilo Scastiglia, che con il suo “Amore Perfetto” ha incuriosito la critica e i visitatori ed è stato uno dei libri più richiesti:

– Danilo: un ritorno sul genere romance, questa volta con un’antologia di racconti brevi. Hanno un filo conduttore questi racconti, e perché la scelta di questa formula?

Ho scelto la sperimentazione del racconto breve per essere più incisivo negli argomenti di cui volevo esaltare determinati aspetti. Il filo conduttore è l’amore in ogni sfaccettatura. Amare un figlio, un amico, la persona del cuore o magari amare chi già ha un percorso avviato con un’altra persona ma nel suo intimo è infelice…

– In passato hai dichiarato di trovarti a tuo agio con personaggi femminili come protagoniste: ritroviamo anche qui questa scelta?

Sono un acuto osservatore dell’animo femminile. La loro purezza nei sentimenti e la forza in cui decidono con determinazione di raggiungere un obiettivo è quello che mi stimola spesso ad esaltarne la genuinità rivalutando antichi valori come la galanteria, l’educazione ed il rispetto, parole che molti uomini non usano più quando parlano con una donna…

– Qual’è il racconto che preferisci fra quelli che troviamo all’interno di “L’amore perfetto” e perché questo titolo?

L’ultimo che poi da il titolo al libro. L’amore perfetto esiste? Vale la pena di stravolgere la propria vita per raggiungerlo? Essere se stessi o cercare di piacere agli altri per definirsi innamorati?

– Stai scrivendo qualcos’altro nel frattempo?

Ho all’attivo quattro lavori. Sto scrivendo un nuovo libro. L’idea è quella di ripercorrere la vita di una donna… Staremo a vedere cosa ne pensa la mia penna!

– Complimenti Danilo allora ci si vede alla prossima Fiera Virtuale!

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Seguiteci, come Danilo ci sono altri 250 autori che fanno fiere con noi senza perdersi neanche un evento targato CSU !

Staff

 

Intervista a Luisa Colombo (a cura di Jessica Maccario)

Abbiamo il piacere d’intervistare un’autrice che si è aggiunta da qualche mese al Collettivo Scrittori Uniti e ha già preso parte a due nostri eventi, la fiera virtuale del thriller svoltasi a settembre con la conduzione di Claudio Secci e il Mega meeting tenutosi su facebook il 29 novembre. Durante il meeting si sono tenute due fasi, la prima condotta da Jessica Maccario e Alessia Francone, la seconda da Claudio Secci, e ha avuto la presenza di blogger e giudici d’eccezione, che hanno premiato gli 8 finalisti con segnalazioni e recensioni sui giornali.

Tra i premi vi era anche uno spazio sul nostro sito, perciò vi lasciamo alla chiacchierata fatta da Jessica con l’autrice, premiata quel giorno per le interazioni ricevute dai lettori.

 

Benvenuta sul nostro sito Luisa! Intanto ti ringrazio per aver partecipato all’evento, una novità che abbiamo voluto portare in forma virtuale dopo la bella esperienza avuta a Torino nel 2019.

Ciao Jessica, grazie per questa splendida opportunità.

 

Vorrei partire dall’immagine che avevi scelto per rappresentare il tuo libro, perché l’estratto è molto intrigante e anticipa alcuni aspetti della trama: la ricerca di un farmaco rivoluzionario, la volontà di ambientarlo a Milano e un “gioco di sangue” che fa immaginare che a contendersi lo stesso obiettivo ci siano diversi personaggi. Volevo chiederti subito da cosa sei partita per costruire queste dinamiche, è stato semplice pensare alla trama?

La tematica che ho affrontato nel mio romanzo è uno dei miei interessi da tempo. Il business legato alle multinazionali farmaceutiche mi ha sempre intrigato. Sono partita da un racconto che avevo scritto in un corso di scrittura creativa anni fa e che trattava più o meno la stessa tematica. Così ho pensato di scrivere un thriller ambientato nel lucroso mondo delle multinazionali e al business che si cela dietro la ricerca dei farmaci che noi tutti assumiamo. La trama l’avevo in testa, i personaggi sono quasi tutti gli stessi del mio primo thriller “Il Fiore dell’Apocalisse”, soprattutto Maia, la protagonista che in “Legami Pericolosi” si trova ad affrontare un caso dove è coinvolta personalmente.

 

È un tema importante che può avere davvero tanti risvolti, è bello il fatto che sei partita da qualcosa che ti affascinava da tempo. La protagonista è una persona che conosceva già questo mondo o che si trova all’improvviso a scoprirne dei segreti?

Maia è la figlia di Michele, responsabile del laboratorio farmaceutico dove si sta lavorando alla formula di un farmaco contro l’alzheimer. Tuttavia non è un mondo a lei conosciuto quello della ricerca. Durante le indagini anche lei scoprirà un mondo tutto nuovo e si troverà in parte coinvolta di persona, ma non posso dire altro.

 

Certo, manteniamo la suspense… Anche perché nel thriller è uno degli ingredienti principali! È un genere che mi sembra ti sia molto affine. Cosa ti piace in particolare di questo genere e quali elementi hai cercato d’introdurre nel tuo romanzo per riprenderlo?

 

Sì, la suspence è un elemento fondamentale nel thriller che è la mia passione da qualche anno. È un genere che mi affascina proprio per la tensione che crea al lettore e mi piacciono soprattutto quello psicologici, dove si scava nel profondo della mente umana. Nel mio secondo romanzo, come nel primo del resto, ho utilizzato la tecnica del cliffanger e dei capitoli brevi, lasciando al lettore il desiderio di proseguire. In Legami lo stile è il medesimo di Fiore, ma si tratta di un romanzo a metà tra thriller e narrativa, dove ho lasciato molto spazio alla vita privata dei personaggi e a riflessioni sul mondo delle multinazionali.

 

Mi fa piacere che ci siano autori italiani che scelgano di cimentarsi anche in questo, è un genere che ho letto molti negli anni passati e c

he è arrivato in Italia soprattutto da autori stranieri. Durante la fiera virtuale abbiamo avuto l’occasione di conoscerne molti interessanti.

Vorrei farti una domanda un po’ più specifica: per scavare nella psiche dei personaggi ti aiuti in qualche modo, facendoti delle scalette o facendolo leggere in fase di stesura a qualche lettore per vedere le sue reazioni? Oppure ti basi anche sulle tue esperienze personali?

 

Devo premettere che adoro la psicologia, l’ho studiata sia alle superiori sia come autodidatta. Ho letto molti testi anche scientifici e quindi mi risulta abbastanza semplice entrare nella mente dei personaggi, è come se li avessi di fronte a me e intuissi ciò che si cela dietro ai loro comportamenti. Anche le mie esperienze personali in ogni caso sono state fondamentali per scrivere un thriller psicologico.

 

Documentarsi aiuta molto, ma è interessante questa dote di cui hai parlato e dalle recensioni positive che ho letto direi che ci sei riuscita bene. Hai in progetto di fare un altro thriller oppure ti piacerebbe sperimentare altri generi?

 

Ti ringrazio per la considerazione, in effetti il lavoro di ricerca è stato molto impegnativo, ma necessario, nulla può essere lasciato al caso, soprattutto in un thriller.

Attualmente non sto scrivendo molto, anche perché questa situazione di emergenza sanitaria mi ha messo ansia, ma ho in cantiere due romanzi, entrambi di altro genere. Quello che sto scrivendo è un romanzo di introspezione psicologica, al femminile, che tratta tematiche molto attuali, quali lo stalking e la malattia mentale.

Nel frattempo mi dedico al gruppo che ho aperto Profumo di Carta con l’obiettivo di aiutare scrittori emergenti come me a farsi conoscere.

 

Mi hai incuriosita perché tratti dei temi molto forti. Ti ringrazio per essere stata con noi e per concludere mi piacerebbe fare leggere ai lettori un estratto di uno dei tuoi romanzi, per farli addentrare un po’ di più nel tuo mondo…

 

Ti ringrazio tanto per l’iniziativa e mi auguro di poter partecipare di persona alle vostre fiere.

 

 

 

Questo è il prologo del romanzo che rende l’idea di quanto potrà accadere. Secondo me incute curiosità al lettore.

“Un mare di nebbia avvolgeva la città con la sua cappa immobile, il cielo era ovattato, le strade vuote come lande desolate. Gli sembrò di essere fuori dal mondo, dal tempo. Nel parcheggio della Farma Koeler c’era solo l’auto del custode. L’orologio sul cruscotto indicava le 6. Un silenzio irreale avviluppava la piazzola, a tratti interrotto dal grido sinistro di un corvo. Scese dall’auto e si avvicinò all’ingresso con passo deciso. Entrò nell’atrio e si guardò intorno, poi prese le scale che portavano al seminterrato e si addentrò nel corridoio. Nessun rumore, tranne il silenzio che aleggiava attorno a lui. L’angoscia gli attanagliò la gola, il respiro divenne affannoso. Il panico aumentò quando vide la porta del laboratorio spalancata. Si sbottonò il cappotto, allentò il nodo della cravatta. Appoggiò la borsa a terra con mano tremante. Entrò con circospezione. Il suo sguardo si posò su un angolo, illuminato da un tenue bagliore. Un odore acre gli riempì le narici. Avrebbe voluto tornare indietro, ma era troppo tardi. Doveva sapere, vedere, capire.”

 

 

Per scoprire di più sul libro

Trama del libro:

Nel laboratorio di chimica di Milano della Farma Koeler, multinazionale farmaceutica, viene rinvenuto il cadavere di un giovane ricercatore, con la testa fracassata. La squadra omicidi, capeggiata da Anika Miller, accorre subito sulla scena del crimine, ma a prima vista non c’è nulla di rilevante: non ci sono segni di scasso, né di furto, e non viene ritrovata l’arma del delitto. Dagli interrogatori emerge che nel laboratorio si stava lavorando alla sperimentazione di un rivoluzionario farmaco, per il quale molti avrebbero commesso un crimine simile, pur di impossessarsi della formula. Tra bugie, minacce e tradimenti, la verità verrà infine a galla, distruggendo le certezze e il futuro di molti.

Link: https://www.amazon.it/Legami-pericolosi-Luisa-Colombo/dp/8863936390

Intervista a Paola De Nisco della trasmissione “Raccontami l’aneddoto”

Paola De Nisco è l’ultima arrivata nella grande famiglia dei Media Partner del Collettivo. Con la trasmissione “Raccontami l’aneddoto”, con cadenza mensile e sempre alle 19:00, un autore svelerà antri della propria casa e dei luoghi della sua scrittura mai rivelati prima. Ma andiamo a conoscere meglio Paola, con alcune domande che le abbiamo fatto:

Buongiorno Paola, cosa fai nella vita oltre l’operatrice culturale e l’autrice?

Fino ad ottobre 2020 lavoravo, già da 35 anni, nel Comune di Genova. Ora sono in pensione e mi godo la vita, oltre ad aver cambiato città ed essere ritornata a Padova, dove ho trascorso l’infanzia e parte dell’adolescenza

 

Come è nata la realtà di  “All’ora di Amadeus” di cui fai parte?

All’ora di Amadeeus è nato, durante il lockdown, da un’idea di due miei amici Luca Valerio e Flavio Azzarelli che hanno deciso di far conoscere, sul web, artisti di ogni calibro e di ogni tipo per fare cultura seria. Io sono subentrata più tardi e nei primi tempi conducevo un’anteprima di 10 minuti in cui intervistavo scrittori emergenti, ma parlavo anche di luoghi da visitare.

 

Come si è creato il legame con CSU e la trasmissione “Raccontami un aneddoto”?

Parlando con Valentina Bobbo di “Libreria ribelle” che già aveva rapporti con il CSU, mi consigliò di mettermi in contatto con Claudio Secci per ideare una trasmissione con il collettivo. Su suggerimento di Claudio abbiamo pensato di andare a scoprire la parte nascosta degli scrittori che fanno parte del CSU e di farci raccontare da loro un aneddoto della loro vita.

 

Cosa ti prefiggi di sviluppare e potenziare nel tuo prossimo futuro fra i tuoi spazi culturali?

Le idee sono molte e devo dire che ogni giorno ne partorisco una. Ad esempio mi piacerebbe fare una trasmissione in cui metto a confronto, in maniera simpatica, due autori che scrivono lo stesso genere di libri.

Parliamo della Paola autrice: quando hai iniziato a scrivere e da cosa è composta, riassumendo, la tua bibliografia.

Ho sempre scritto nella mia vita, tanto è vero che in quinta elementare ho vinto una gara di temi, ma la consapevolezza di essere in grado di scrivere qualcosa che un eventuale lettore potesse trovare interessante è merito di un regista e di un poeta conosciuti casualmente tre anni fà che, leggendo alcune mie cose, mi hanno riempito di complimenti e mi hanno anche detto che diventerò una protagonista del settore.
Da allora ho scritto tre libri: “Io comunque sono Paola” una mia autobiografia divisa però per argomenti dove l’ultima frase del capitolo anticipa quello che ci sarà scritto in quello successivo. Il secondo libro “Alla fine, il silenzio” è un collage di due storie vere con qualche intrusione di fantasia ed è un romanzo che è stato molto apprezzato. Il terzo libro di racconti del secolo scorso, illustrati da mio fratello, pittore discretamente conosciuto deve ancora uscire ma c’è la prospettiva che venga pubblicato da una casa editrice molto conosciuta.

Ci elenchi tutti i luoghi in cui possiamo trovarti?
In questo particolare momento potete trovare tutti e due i libri sui siti di vendita di libri on-line anche in versione e-book.

Recensione della giornalista Germana Zuffanti per “Lo zaino è pronto, io no” di Marco Lovisolo

Ho scelto il libro ” Lo zaino è pronto, io no” scritto da Marco Lovisolo durante il Gala finale ideato da Claudio Secci, come spesso  mi capita, incuriosita dal titolo. Spesso i titoli fanno la fortuna dei libri stessi e degli autori. Ho visto titoli che con il contenuto del libro poco si “incollano” ma che fanno la fortuna dell’autore poichè evocano tutt’altro.Viceversa un buon libro senza il giusto titolo non attira l’attenzione del lettore comune. Ecco, fatta questa breve premessa per me sempre doverosa, il libro di Lovisolo evocava il concetto di viaggio così come lo interpretava Ulisse, viaggio metafora di vita, fotografie di percorsi battuti, immagini ed istantanee di un percorso. Così si è rivelato essere il contenuto del testo, dall’Africa orientale all’America Centrale,dall’India al Perù, un battuto di percorsi, di piani “A” e piani “B” che vengono illustrati al lettore in maniera chiara e nitida facendo davvero rivivere pezzi di vita. Questo è il senso della vita e “del nostro viaggiare ” diceva una canzone. Ecco, in questo periodo più

che mai postare una foto su un social o lasciare un racconto può fare compagnia . Oggi che non ci è permesso viaggiare ma si può solo sognare o immaginare di farlo, facciamolo con gli occhi di Marco e ce ne andremo anche noi lontano. Germana Zuffanti

Torna il Mega Meeting Virtuale CSU ! Divertimento e adrenalina assicurati

Ciao a tutti, lettori e autori, siamo ormai pronti per questo evento speciale tanto atteso e richiesto. Abbiamo convertito una delle più belle ricreazioni che ho mai vissuto nella mia vita esattamente un anno fa, quando eravamo all’oscuro di quello che il 2020 ci avrebbe portato, nella sua versione virtuale più avvincente possibile. Alle 1

9:00 otto autori finalisti saranno convocati da quattro giornalisti, uno per volta, per raccontare del proprio libro in soli 120 secondi, dando il meglio di loro nel tentativo di convincere i giudici a essere selezionati per l’accesso alla testata giornalistica.
Ci saranno alti professionisti della comunicazione:
– Chiara Olivia Pittavino: giornalista, editor
– Gabriele Farina : giornalis
ta, produttore, regista, scrittore
– Germana Zuffanti : giornalista, opinionista, conduttrice
– Manuela Marascio : giornalista, ballerina. attrice
nella fase preliminare delle 14.30 ci sarà una pre-selezione in cui avremo altri quattro operatori culturali di ottimo profilo:
– Nico Menchini: docente, redattore, scrittore, blogger
– Emanuela Navone: editor, blogger, autrice, redattrice
– Federica Martina: blogger,
autrice
– Fabiana Traversi: blogger
La fase finale sarà condotta dal fondatore Claudio Secci, la fase preliminare dalle dirigenti Jessica Maccario e Alessia Francone.
Il migliore autore finalista sarà selezionato per essere intervistato dalla giornalista Debora Scotellaro di Mondo Tv nel mese di Gennaio.
I 4 autori selezionati dai giornalisti come migliori, saranno recensiti sui giornali di riferimento.
Possiamo solo assicurarvi che il format, anche nella sua versione digitale, lascerà spazio per momenti di suspense, adrenalina e divertimento. Vi aspettiamo nella pagina Facebook del Collettivo alle 19:00!
Staff Csu – 29/11/2021

Recensione de “L’ultimo rintocco” di Diego Pitea

L’autore

Ho conosciuto Diego ad una fiera del Collettivo Scrittori Uniti. Ciò che mi ha sorpreso è stato l’uomo prima che l’autore, la sua fragilità e conseguente interpretazione attraverso le pagine di un romanzo. L’autore inizia a scrivere partendo da un evento familiare personale doloroso, come spesso accade agli scrittori anche molto noti della storia della nostra letteratura; questi stimoli negativi sono precursori molto spesso di opere poi dimostratesi cariche di sentimento e, nella loro spiccata emotività di sfogo, vividamente accese e dall’impeto focoso. Ho letto “L’ultimo rintocco”, che a prima vista potrebbe collocarsi fra il giallo e l’horror (vedi la scena del feto mancante dalla pancia tagliata di una vittima): in realtà in questo caso sarebbe riduttivo, perché l’intreccio nell’insieme si presenta molto più trasversale e importante nei significati e nelle sfumature rappresentate da Pitea.

 

Stralci stilistici e morfologia del testo

[Marani si voltò e li vide. «Ce ne avete messo di tempo» bofonchiò. «Mi sono fatto la sauna aspettandovi.» Addentò il sigaro. Doriana gli mostrò l’orologio. «È passata mezz’ora da quando mi hai chiamata» rispose scontrosa. «Ancora non ci hanno dato in dotazione il teletrasporto.»]

In questo tratto si racchiude molto dello stile di Diego Pitea. Abbiamo la ricercatezza del linguaggio, la sintesi dell’enunciato breve appropriato per il genere, l’ironia della battuta che smorza un clima altrimenti troppo rigido, la descrizione non estenuante ma calibrata.

Invece in questo:

[Richard si destò con una sensazione di paura addosso, il viso avvampato e il corpo umido, appiccicaticcio. Un incubo, probabilmente, di cui non ricordava la trama: il modo ideale per iniziare la giornata! Erano poche le cose al mondo che lo disturbavano di più. Si sedette sul bordo del letto e prese una liquirizia da un astuccio poggiato sul comodino, poi indirizzò il viso verso un ventilatore che ronzava. Un vento caldo sembrò seccargli la pelle. Venne percorso da un brivido: delle unghie gli stavano scavando solchi nella schiena. Si voltò: Monica lo guardava, ancora assonnata, da dietro due fessure. «Che ore sono?» «Meno qualcosa. Troppo presto, comunque.»]

L’alternanza di termini che non provochino ripetizioni, sebbene forse decontestualizzati a volte al genere, denotano l’attenzione dell’editor nell’evitare monotonie musicali e ridondanze lessicali. La risposta “meno qualcosa” alla richiesta dell’ora, poi, è a mio modo di vedere un piccolo tocco di classe. Ritroveremo queste chicche in tutta la narrazione.

Per contro, i capitoli sono a mia critica troppi e a volte davvero troppo brevi, inoltre non mi è chiara (ma forse è la versione dell’ebook che mi è stata fornita) la scelta di inserire, di rado, titoli espliciti a capitoli senza titolo. L’edizione si pregia di un countdown grafico all’inizio di alcuni capitoli che danno un tocco più ludico e accompagnano il lettore con un simpatico tocco di adrenalina. Non vi è traccia di refusi nel testo, e l’attenzione sull’editing risulta uniforme anche con l’avanzare della lettura. L’assorbimento dell’elaborato risulta fluido per occhi e mente.

 

Trama

Nulla è lasciato al caso dall’autore nella narrazione, pian piano che si procede nella lettura il lettore inizia a costellare la sua indagine di indizi logici che pian piano completano il puzzle.
Potremmo individuare due livelli di questa storia. Nel primo inserirei la coppia di investigatori specializzati in serial killer, quindi Richard Dale e Doriana Guerrera, impegnati con un serial killer fissato con le donne incinte alle quali poi asporta i feti. Alcuni tratti del romanzo, nel quale spicca il giallo sopra tutte le sfumature, ricordano la saga di Saw, per gli indovinelli e gli enigmi cari al serial killer, ma in realtà un po’ chiave di tutte le storie che rientrano in questo genere, che siano su carta o su pellicola. Il serial killer prenderà di mira lo psicologo Dale, quasi subito nella narrazione. Nel secondo livello c’è la morte dell’impiegata Paola, ritrovata esanime in ufficio in una dinamica avvolta nel mistero: un diario quotidiano in cui si sfoga e uno dedicato ai suoi pensieri più profondi e personali accessibile solo con un codice di sua concezione, cosa che darà filo da torcere agli investigatori. Sulla carta la classica trama giallo/noir fin troppo gettonata dall’offerta editoriale attuale, in pratica un poliziesco molto ben strutturato e assemblato ad arte. Avrei forse fatto una scelta diversa sul discorso dell’escissore: quando si è appreso che si trattava di Janos Grander si poteva utilizzare il suo nome reale anziché ripetere il qualificativo, utilizzato molto già nella prima parte del romanzo, qui diventa un po’ forzatura quasi a voler dare un risalto spropositato al termine (già abbondantemente rivestito nelle prime centocinquanta pagine) più che al personaggio in sé.

Il personaggio perno dell’intreccio è Richard Dale, affetto dalla sindrome di Asperger, che lo colora e lo caratterizza parecchio nel modo in cui approccia con i sentimenti più vicini a lui e nei riguardi dei suoi colleghi e compagni di indagine. Questo autismo leggero gli dona delle sensibilità molto apprezzabili quando si deve relazionare con la moglie o con il figlio ma evidenzia tutte le difficoltà della patologia in termini di loop comportamentali, vuoti di concentrazione, ansia e depressione. Problemi che vengono ancora più a galla quando vicino alla soluzione del caso vivrà dei seri disagi interiori.

La costruzione e il disegno del personaggio sono assolutamente rilevanti e degni di nota. Diego ha dato frutto a un romanzo completo che sarebbe di gradimento anche ai non amanti del genere. Consigliato trasversalmente.

Claudio Secci

Intervista a OMAR SERAFINI: nuovo Media Partner con FANTASCIENTIFICAST !

Abbiamo avuto il piacere di intervistare Omar Serafini, che con la testata FANTASCIENTIFICAST si aggiunge alla moltitudine di Media partner del collettivo. Anche su FANTASCIENTIFICAST manderemo autori ogni mese per articoli e recensioni dei loro libri, nonché interviste audio con Podcast scaricabili.

Ecco cosa ci ha raccontato Omar.

 

Omar, cosa fai nella vita?

Ciao a tutti e grazie a Claudio e al direttivo del Collettivo per l’opportunità di questa intervista. Attualmente mi occupo di pianificazione e controllo di gestione di un importante operatore radiotelevisivo europeo. Sono un appassionato di fantascienza fin da bambino, quando i miei genitori mi “costringono” alla visione del film giapponese “Watang! Nel favoloso impero dei mostri” con protagonista. Questa visione mi causa, sotto forma d’imprinting, un’attrattiva viscerale per tutto ciò che è nipponico e di dimensioni superiori ai sessanta metri. Dopo la laurea in ingegneria elettronica, nel 2006 conseguo la laurea in Scienze e Tecniche della Comunicazione presso l’Università Insubria di Varese con una tesi dal titolo “Storia e critica della filmografia di Godzilla del periodo Showa”. Ho collaborato con alcuni produttori e distributori home video come curatore dei contenuti per alcuni DVD dedicati al genere kaiju eiga (letteralmente “film di mostri giganti”), ovvero quei film fantascientifici di origine giapponese, che hanno per protagonisti dei mostri giganti. Recentemente ho collaborato con Netflix nella supervisione dell’adattamento delle due ultime parti di una trilogia anime con protagonista Godzilla.

 

Di cosa si occupa principalmente lo spazio web che gestisci?

FantascientifiCast nasce ad inizio del 2012 con l’idea di parlare in podcast di tutto “l’ecosistema” della fantascienza e del fantastico con il proposito di analizzare il tutto nella sua interezza. Nel giro di pochi anni siamo diventati uno dei podcast “indipendenti” (cioè come produttore di contenuti originali non legati ad alcun gruppo radiotelevisivo) più ascoltati in Italia e potendo contare anche collaborazioni in ambito universitario (Università dell’Insubria di Varese, Università di Salerno e Università di Roma Tor Vergata). Nel 2015 abbiamo vinto il Macchianera Internet Awards come “Miglior Radio online e podcast” e il “Treccani Web Awards”, mentre quest’anno siamo stati premiati con l’ESFS 2020 – il premio istituito dalla European Science Fiction Society – come “Best Internet Publication.

 

Per quali altre testate collabori?

Ho collaborato con una serie di articoli divulgativi con Andromeda, Tom’s Hardware Italia, Fantascienza.com e Fantasy Magazine. Nel 2006 ho collaborato con la rete televisiva satellitare Jimmy come co-­curatore dei contenuti per una breve rassegna cinematografica dedicata alla fantascienza giapponese.

 

Ritieni importante lo strumento fiera per l’autore emergente?

Assolutamente sì. Lo trovo uno momento fondamentale in cui l’autore emergente può capitalizzare alcuni aspetti fondamentali come il contatto fisico e interattivo con i propri lettori –  sia quelli già fidelizzati che quelli potenziali – il confrontarsi con i propri colleghi e soprattutto creare opportunità di networking, importantissime in quest’ultimo momento storico.

 

Come potremo uscire da questo periodo di blackout, anche per la letteratura e l’editoria?

Siamo in un momento storico che neanche la “migliore” fantascienza distopica poteva prevedere e idealizzare: siamo ben oltre la retorica frase de “la realtà che ha superato la fantasia”. Ma siamo anche in un periodo in cui la tecnologia ci viene molto in aiuto e qui che tutti noi dobbiamo ridefinire i paradigmi dei modelli di comunicazione e di business a cui siamo legati. Presentazioni e incontri “virtuali” possono essere una soluzione estremamente percorribile, magari cercando di coinvolgere il più possibile il pubblico e i lettori. Mi piace sottolineare una cosa: la drammaticità di questa situazione sta tirando fuori una meravigliosa voglia di fare sinergia da parte di tantissimo operatori che lavorano nei diversi ambiti del settore e questo – parlo personalmente – è una cosa che mi fa guardare con un certo ottimismo il futuro.

 

Indicaci come possiamo trovarti sui social

Ecco le nostre “coordinate astrali”:

  • Sito: fantascientifica.com
  • Facebook: facebook.com/fantascientificast
  • Twitter: @fantascicast

Grazie e che sia un bellissimo percorso fra CSU e FANTASCIENTIFICAST !
Staff Csu

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