Intervista a Alessandro Mazelli – Vincitore del concorso “Lo scrigno dei racconti”

Direttamente dal concorso “Lo scrigno dei racconti”, realizzato da Universo Fantasy (di Stefania Sottile) e da NovaEditoria by Universo Fantasy (resp. Arianna Giancola), nel quale il nostro fondatore era fra i giudici, abbiamo intervistato il vincitore, Alessandro Mazelli, che ha entusiasmato con il racconto “Composizione Vettoriale”. Il Il concorso è stato patrocinato da Etna Comics e Comune di Catania.

– Alessandro, sei stato il racconto più votato dai giudici e in assoluto il preferito da Claudio Secci. Come hai concepito
questo racconto e perchè?

Anzitutto, il fatto che il racconto sia stato apprezzato così tanto mi fa un piacere immenso. Come scrittore, ero entusiasta dell’opera, e sono felice di averla potuta condivedere. Il racconto è stato concepito alla rovescia. Il finale – cui non accenno per un futuro lettore – è stato un’illuminazione improvvissa, giunta mentre stavo dedicandomi ad altro. A quel punto mi mancava il resto, contestualizzare questa conclusione, calarla in una storia. E cosa meglio di un viaggio in treno, un mezzo che mi ha accompagnato per tutti gli anni di università? Mi sentivo un po’ Vettore anch’io! Sul perché ho concepito questa storia ho una risposta un po’ sibillina. Chi ha letto il racconto capirà, chi non l’ha fatto, spero sia invogliato a farlo. La fantascienza ha moltissimi esempi di computer e supercomputer, da HAL9000 al Multivac. Spesso si è cercato di far funzionare questi calcolatori in modo simile al nostro cervello. Quindi, il cervello umano deve avere quel quid in più, no?

– E’ stato difficile per te adattarti alle 10.000 battute imposte dal format, o ti sei trovato a tuo agio?

Non è stato semplice, 10.000 sono veramente poche! “Composizione Vettoriale” è il secondo racconto che ho scritto in assoluto. Originariamente, volevo partecipare al concorso con un’altra opera, “Il Fiume”, che però aveva ben 29.000 battute. L’ho messa nel cassetto e ho concepito da zero un’altra. Ogni storia, dalla più breve alla più lunga, deve possedere un suo ritmo, che nel caso de “Il Fiume” si perdeva provando a tagliarla, operazione che ho tentato di fare. Se devono essere 10.000 battute, la storia deve essere pensata per 10.000 battute sin dall’inizio. Dopo aver preso le misure con il primo racconto, devo ammettere di essere riuscito a stare nei limiti imposti con più facilità.

– La tua vena sci-fi, si riflette sulle tue aspirazioni nella vita quotidiana? Il tuo lavoro? I tuoi studi?

Ultimamente è il contrario. Sono la vita di tutti i giorni e la mia professione di ingegnere civile che si riversano su questa vena sci-fi. Proprio l’altro giorno, mentre creavo un programma per elaborare le curve di fragilità di un edificio, mi sono bloccato per un problema di database. L’imprevisto l’ho risolto, e la soluzione mi ha fornito un’idea per un racconto che sarà una continuazione spirituale di “Composizione Vettoriale”!

– Cosa troviamo nella tua bibliografia oltre questo bellissimo racconto?

Ho iniziato a scrivere da poco più di un anno, prima ero solo lettore. Nel cassetto ho altri due racconti, inediti, e un libro, inedito anch’esso. Grazie al concorso “lo Scrigno dei Racconti”, il libro sta sperimentando la sua prima fase di editing.

– Oltre al fantascientifico, cosa ti piace scrivere, e leggere?

Mi sono avvicinato al mondo della lettura con il fantasy, mentre ero all’università. Prima di quel periodo, purtroppo, non ero un grande lettore. Come si suol dire, però, non tutto il male vien per nuocere. Prendere in mano i libri all’età di vent’anni mi ha permesso di leggerli in una chiave diversa, più matura, e di comprenderli meglio. Da allora ho accumulato migliaia di pagine, J.R.R. Tolkien, T. Brooks, A. Sapkowski…
Alla fantascienza, invece, mi sono avvicinato per gradi. Prima con i film, poi con i fumetti (L’Eternauta!) e solo ultimamente con i libri.
Sin dal primo paragrafo letto, i generi Fantasy e Fantascienza sono finiti nella mia categoria “Mi piace leggerlo e vorrei scriverlo”. L’altra categoria è “Mi piace leggerlo ma non riuscirei a scriverlo”. Adesso sto leggendo il ciclo di romanzi storici di Patrick O’Brian sul capitano della Royal Navy Jack Aubrey. Questi libri ricadono senz’altro nella seconda categoria.

– Cosa pensi di realtà come il Collettivo Scrittori Uniti, che dà opportunità gratuite agli autori di promuovere le loro opere portandoli nelle migliori fiere del paese?

Cosa posso pensare se non il meglio possibile? Ho appena conosciuto il CSU, ma l’ho percepito immediatamente come una realtà fondata da un gruppo esperto e soprattutto estremamente appassionato. A me, come neofita, il mondo dell’editoria è parso subito una selva selvaggia (e aspra e forte…). L’avere persone che ti guidino con la loro passione ed il loro entusiAsmo nelle migliori fiere è un’opportunità fantastica. Il mio primo libro è alla fase di editing… chissà che non partecipi un giorno ad un evento con voi!

– Cosa pensi delle Fiere Virtuali ideate dal CSU?

Ho navigato in lungo e in largo sul vostro sito e sulla vostra pagina facebook. Le fiere virtuali, ma anche le altre iniziative come il Break Letterario, sono splendide opportunità di confronto per conoscere gli autori, e per farsi conoscere. Riallacciandomi alla domanda di prima… attenti, perché potrei comparire all’improvviso!

Grazie per il tempo che ci hai dedicato, speriamo di vederti presto attraverso uno dei nostri canali partner o in fiera!

Staff Csu

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