Intervista a Luisa Colombo (a cura di Jessica Maccario)

Abbiamo il piacere d’intervistare un’autrice che si è aggiunta da qualche mese al Collettivo Scrittori Uniti e ha già preso parte a due nostri eventi, la fiera virtuale del thriller svoltasi a settembre con la conduzione di Claudio Secci e il Mega meeting tenutosi su facebook il 29 novembre. Durante il meeting si sono tenute due fasi, la prima condotta da Jessica Maccario e Alessia Francone, la seconda da Claudio Secci, e ha avuto la presenza di blogger e giudici d’eccezione, che hanno premiato gli 8 finalisti con segnalazioni e recensioni sui giornali.

Tra i premi vi era anche uno spazio sul nostro sito, perciò vi lasciamo alla chiacchierata fatta da Jessica con l’autrice, premiata quel giorno per le interazioni ricevute dai lettori.

 

Benvenuta sul nostro sito Luisa! Intanto ti ringrazio per aver partecipato all’evento, una novità che abbiamo voluto portare in forma virtuale dopo la bella esperienza avuta a Torino nel 2019.

Ciao Jessica, grazie per questa splendida opportunità.

 

Vorrei partire dall’immagine che avevi scelto per rappresentare il tuo libro, perché l’estratto è molto intrigante e anticipa alcuni aspetti della trama: la ricerca di un farmaco rivoluzionario, la volontà di ambientarlo a Milano e un “gioco di sangue” che fa immaginare che a contendersi lo stesso obiettivo ci siano diversi personaggi. Volevo chiederti subito da cosa sei partita per costruire queste dinamiche, è stato semplice pensare alla trama?

La tematica che ho affrontato nel mio romanzo è uno dei miei interessi da tempo. Il business legato alle multinazionali farmaceutiche mi ha sempre intrigato. Sono partita da un racconto che avevo scritto in un corso di scrittura creativa anni fa e che trattava più o meno la stessa tematica. Così ho pensato di scrivere un thriller ambientato nel lucroso mondo delle multinazionali e al business che si cela dietro la ricerca dei farmaci che noi tutti assumiamo. La trama l’avevo in testa, i personaggi sono quasi tutti gli stessi del mio primo thriller “Il Fiore dell’Apocalisse”, soprattutto Maia, la protagonista che in “Legami Pericolosi” si trova ad affrontare un caso dove è coinvolta personalmente.

 

È un tema importante che può avere davvero tanti risvolti, è bello il fatto che sei partita da qualcosa che ti affascinava da tempo. La protagonista è una persona che conosceva già questo mondo o che si trova all’improvviso a scoprirne dei segreti?

Maia è la figlia di Michele, responsabile del laboratorio farmaceutico dove si sta lavorando alla formula di un farmaco contro l’alzheimer. Tuttavia non è un mondo a lei conosciuto quello della ricerca. Durante le indagini anche lei scoprirà un mondo tutto nuovo e si troverà in parte coinvolta di persona, ma non posso dire altro.

 

Certo, manteniamo la suspense… Anche perché nel thriller è uno degli ingredienti principali! È un genere che mi sembra ti sia molto affine. Cosa ti piace in particolare di questo genere e quali elementi hai cercato d’introdurre nel tuo romanzo per riprenderlo?

 

Sì, la suspence è un elemento fondamentale nel thriller che è la mia passione da qualche anno. È un genere che mi affascina proprio per la tensione che crea al lettore e mi piacciono soprattutto quello psicologici, dove si scava nel profondo della mente umana. Nel mio secondo romanzo, come nel primo del resto, ho utilizzato la tecnica del cliffanger e dei capitoli brevi, lasciando al lettore il desiderio di proseguire. In Legami lo stile è il medesimo di Fiore, ma si tratta di un romanzo a metà tra thriller e narrativa, dove ho lasciato molto spazio alla vita privata dei personaggi e a riflessioni sul mondo delle multinazionali.

 

Mi fa piacere che ci siano autori italiani che scelgano di cimentarsi anche in questo, è un genere che ho letto molti negli anni passati e c

he è arrivato in Italia soprattutto da autori stranieri. Durante la fiera virtuale abbiamo avuto l’occasione di conoscerne molti interessanti.

Vorrei farti una domanda un po’ più specifica: per scavare nella psiche dei personaggi ti aiuti in qualche modo, facendoti delle scalette o facendolo leggere in fase di stesura a qualche lettore per vedere le sue reazioni? Oppure ti basi anche sulle tue esperienze personali?

 

Devo premettere che adoro la psicologia, l’ho studiata sia alle superiori sia come autodidatta. Ho letto molti testi anche scientifici e quindi mi risulta abbastanza semplice entrare nella mente dei personaggi, è come se li avessi di fronte a me e intuissi ciò che si cela dietro ai loro comportamenti. Anche le mie esperienze personali in ogni caso sono state fondamentali per scrivere un thriller psicologico.

 

Documentarsi aiuta molto, ma è interessante questa dote di cui hai parlato e dalle recensioni positive che ho letto direi che ci sei riuscita bene. Hai in progetto di fare un altro thriller oppure ti piacerebbe sperimentare altri generi?

 

Ti ringrazio per la considerazione, in effetti il lavoro di ricerca è stato molto impegnativo, ma necessario, nulla può essere lasciato al caso, soprattutto in un thriller.

Attualmente non sto scrivendo molto, anche perché questa situazione di emergenza sanitaria mi ha messo ansia, ma ho in cantiere due romanzi, entrambi di altro genere. Quello che sto scrivendo è un romanzo di introspezione psicologica, al femminile, che tratta tematiche molto attuali, quali lo stalking e la malattia mentale.

Nel frattempo mi dedico al gruppo che ho aperto Profumo di Carta con l’obiettivo di aiutare scrittori emergenti come me a farsi conoscere.

 

Mi hai incuriosita perché tratti dei temi molto forti. Ti ringrazio per essere stata con noi e per concludere mi piacerebbe fare leggere ai lettori un estratto di uno dei tuoi romanzi, per farli addentrare un po’ di più nel tuo mondo…

 

Ti ringrazio tanto per l’iniziativa e mi auguro di poter partecipare di persona alle vostre fiere.

 

 

 

Questo è il prologo del romanzo che rende l’idea di quanto potrà accadere. Secondo me incute curiosità al lettore.

“Un mare di nebbia avvolgeva la città con la sua cappa immobile, il cielo era ovattato, le strade vuote come lande desolate. Gli sembrò di essere fuori dal mondo, dal tempo. Nel parcheggio della Farma Koeler c’era solo l’auto del custode. L’orologio sul cruscotto indicava le 6. Un silenzio irreale avviluppava la piazzola, a tratti interrotto dal grido sinistro di un corvo. Scese dall’auto e si avvicinò all’ingresso con passo deciso. Entrò nell’atrio e si guardò intorno, poi prese le scale che portavano al seminterrato e si addentrò nel corridoio. Nessun rumore, tranne il silenzio che aleggiava attorno a lui. L’angoscia gli attanagliò la gola, il respiro divenne affannoso. Il panico aumentò quando vide la porta del laboratorio spalancata. Si sbottonò il cappotto, allentò il nodo della cravatta. Appoggiò la borsa a terra con mano tremante. Entrò con circospezione. Il suo sguardo si posò su un angolo, illuminato da un tenue bagliore. Un odore acre gli riempì le narici. Avrebbe voluto tornare indietro, ma era troppo tardi. Doveva sapere, vedere, capire.”

 

 

Per scoprire di più sul libro

Trama del libro:

Nel laboratorio di chimica di Milano della Farma Koeler, multinazionale farmaceutica, viene rinvenuto il cadavere di un giovane ricercatore, con la testa fracassata. La squadra omicidi, capeggiata da Anika Miller, accorre subito sulla scena del crimine, ma a prima vista non c’è nulla di rilevante: non ci sono segni di scasso, né di furto, e non viene ritrovata l’arma del delitto. Dagli interrogatori emerge che nel laboratorio si stava lavorando alla sperimentazione di un rivoluzionario farmaco, per il quale molti avrebbero commesso un crimine simile, pur di impossessarsi della formula. Tra bugie, minacce e tradimenti, la verità verrà infine a galla, distruggendo le certezze e il futuro di molti.

Link: https://www.amazon.it/Legami-pericolosi-Luisa-Colombo/dp/8863936390

Commento (1)

  • Luisa| 26/01/2021

    Grazie Jessica per linteressante intervista.

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