Mattia Cattaneo: dai libri, alla radio, al collettivo

Buongiorno Mattia, siamo molto contenti di averti come media partner da ormai quasi un anno. Il tuo sostegno tramite la radio e il tuo blog agli autori emergenti è certamente un valore aggiunto non solo per le attività promozionali del collettivo, quanto per la comunità tutta. Avevamo qualche curiosità da chiederti.

– Sei legato alla cultura sotto più aspetti, fra le altre sei uno splendido poeta e romanziere di ambientazioni e cronache storiche. Parlaci un po’ della tua bibliografia.

Ringrazio Claudio e tutto lo staff del Collettivo per questa bella chiacchierata. Io “nasco” come autore di poesie tra il 2015 e il 2016 pubblicando il primo libro di poesie “Dritto al cuore”, poesie romantiche che vanno dentro questo scrigno d’emozioni. Ha un buon riscontro e inizia così una vera e propria fucina letteraria: l’anno successivo esce il secondo libro “La luna e i suoi occhi” e nel 2018 “Tracce di me”. Anche questi libri di poesia. Come dico spesso la poesia mi è midollo e ossa, fa parte di me, del mio sentire e del mio agire con tutta la ricerca che ne è conseguita dal 2016 ad oggi. Nello stesso 2018 però allargo i miei orizzonti alla forma narrativa pubblicando in self, “E le stelle brillano ancora” un romanzo d’amore e di riconciliazione tra una nonna e una nipote e poi nel Settembre 2019 due creazioni, la silloge poetica “Sarò Notte o forse Inverno” che precede, ma tratta i contenuti poi narrati, “Dove sento il cuore” un romanzo che ha avuto un grande riscontro dai blog e dalla stampa permettendomi anche di vincere la menzione d’onore al Premio letterario nazionale “Residenze gregoriane” di Tivoli. Una storia d’amore, di speranza di coraggio ambientata sull’alto lago di Como tra gli anni 43 e 45, in piena occupazione nazi-fascista dove era tangibile l’orrore della guerra, la sofferenza. E’ qui che la speranza della rinascita accompagna e accomuna i tre protagonisti del romanzo, Vittoria, il partigiano Bruno e l’ufficiale tedesco Karl.

– Abbiamo scoperto con piacere che sei anche uno speaker radiofonico e gestisci una seguitissima trasmissione su Pienneradio, emittente di Bergamo. Cosa ti sta trasmettendo questa esperienza?

Arrivo alla radio grazie ad un’amica poetessa, Ornella Mereghetti, con cui avevo interagito alla sua trasmissione
legata agli autori e alla poesia. Da lì nasce poi l’idea di inserire la trasmissione che già stavo facendo solo in formato web all’interno della programmazione di questa emittente locale vera e propria della bassa bergamasca. “Vento d’emozioni” nasce dapprima come un blog, molti anni fa su una piattaforma che non c’è più (Splinder) e che aveva un nome diverso “Pensieri e parole”, poi diventa gruppo Facebook e al contempo anche blog. Questa trasmissione è per me un filo diretto col pubblico attraverso la lettura di passi letterari o poesie ma anche l’occasione per intervistare autori, dalla narrativa alla poesia, che vogliono parlare di sè, dei loro libri, della passione per la scrittura. E’ un momento di scambio reciproco molto forte ed importante, mi permette di conoscere tanti altri mondi e modi di scrivere, nuovi stili, pensieri e punti di vista sul panorama letterario più vario.

– Oltre la radio, hai anche un blog letterario o culturale?

Sì, “Vento d’emozioni” è un piccolo blog, io lo chiamo salottino culturale in cui solitamente mettevo poesie mentre successivamente ho esteso a recensioni di libri sia di narrativa, sia di poesia e che in qualche modo si allinea con il gruppo Facebook in cui metto poesie, pensieri del giorno, link interessanti legati al mondo culturale. Quindi ad oggi questo piccolo salotto è un modo per poter far sì che i libri possano essere conosciuti attraverso le mie recensioni.

– Vorresti prima o poi scrivere qualcosa di diverso dalla poesia e dal romanzo storico?

Non ci ho mai pensato in realtà, tendo ad andare di ispirazione, di getto come nel caso della poesia ma anche del romanzo. In realtà l’aspetto storico penetra la storia romantica quindi il genere romantico già mi appartiene. Mi piacerebbe cimentarmi con un giallo, non è facile, però tra le mie letture adolescenziali ricordo di essermi appassionato tanto a Miss Marple e a Jessica Flecther. Chissà…

– Hai dei progetti in corso?

Le poesie ne scrivo a bizzeffe, che potrei aver già pronte molte raccolte. In realtà c’è un raccolta dedicata all’amore in tutta la sua pienezza, che va oltre a quello passionale ma che racchiude anche altre forme d’amore, ad esempio quello filiale. E ho iniziato a scrivere una nuova storia che mi ha preso sin da subito e che piano piano sto stendendo. In entrambi i casi, ad oggi, non so se andranno in pubblicazione. In questo momento attuale lo step pubblicazione l’ho un attimo superato e messo in stand-by per dedicarmi alla ricerca sia interi ore sia poetica. Inoltre io e l’amico Carlo Arrigoni abbiamo fondato una piccola associazione culturale-teatrale “Architetti delle Parole” in cui portiamo avanti i nostri progetti di lettura teatrale ed è quello per cui vorrei dedicarmi per la maggior parte, ma si sa che la scrittura ci viene a trovare se non ci vede arrivare.

– Cosa pensi di realtà come il collettivo? Ritieni efficace lo strumento fiera per l’autore?

Il vostro collettivo è una realtà sempre più in grande espansione con uno staff serio, preparato, diligente che veramente si fa in quattro per aiutare tutti gli autori. Le iniziative fatte sono sempre molto seguite e gli autori, come me, emergenti non devono far altro che ringraziare per questa grande opportunità come ad esempio lo strumento delle fiere letterarie, del libro che rappresentano si un modo per farsi conoscere ma anche un modo per scambiarsi opinioni, condividere momenti interessanti, accogliere nuovi pensieri, nuovi punti di vista. Sono veramente onorato e contento di far parte di questo collettivo sia come autore sia come media partner e sono sicuro che andrà molto lontano assumendo sempre toni più importanti.

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