Il tuo carrello

Oltre la soglia – una gemma gelosamente nascosta da Emanuela Navone

Nella miriade di pubblicazioni che mi capitano sotto mano ricevo “Oltre la soglia”, una straordinaria chicca calata su di me come un prezioso regalo. Avete presente quei volumi per cui ti innamori prima osservandoli dall’esterno, per poi quasi farci l’amore con le sinapsi una volta aperti? E tutto questo deriva dal parto di un’autrice dalla quale tutto mi aspettavo tranne che questo. Bibliografia fatta di thriller, noir e manuali di editing, giunge nel 2023 con un collier di diamanti sul collo tenuto nascosto sinora. “Oltre la soglia”, già il titolo è sublime, è un libro affascinante, dolce e al contempo tremendamente impegnativo. Voto 10 alla copertina, con questa fanciulla che sogna e sembra correre libera in un prato attorniata da farfalle. Immagine che andrà in netta contrapposizione con il contenuto del libro, dove le immagini urleranno inquietudine, disagio, prigionia, di una bambina che comincia a tirare le somme dei suoi primi anni di vita, fra mille incomprensioni e conti che iniziano a non tornare. Tutta l’opera rilascia un sapore agrodolce sopra uno sformato di

messaggi poetici che trasudano malessere, una nota stonata perpetua che deve trovare la sua direzione e il suo accordo musicale per tutto il viaggio che si farà fino a pagina 70. Sì, questo libro è un percorso preciso, e anche le sue pagine bianche sembrano urlare, concedono respiro dopo componimenti impegnativi. Un entusiasmante viaggio nei ragionamenti, nelle visioni, nelle ansie e nei timori che Emanuela, con spiazzante maestria, ha lasciato su carta attraverso versi densi di potenti sensazioni. Sembra di affrontare un videogioco: i tratti decisamente noir e agresti dei disegni addentrano nei componimenti di una ventenne che in un anno e mezzo (fra il suo diciannovesimo

e ventesimo anno d’età) ha dipinto con questi versi tutte le devastanti perplessità del suo mondo. Mondo nel quale si sprofonda appena “oltre la soglia”, identificata da questo portone, all’inizio, all’ingresso del libro, che vale ogni centesimo del suo prezzo e che non può mancare nel vostro scaffale di libri da collezione. Come può essere fatto meglio di così un diario personale che lasci il segno? Perché sì, questo libro lascia il segno per la qualità dei componimenti, di stile assolutamente fresco e

contemporaneo, dove la retorica non è mai formale ma è immaginaria e derivante, subdola. Poi, un’ulteriore chicca a pagina 64,65,66,77: l’immagine frammentata. In quattro pagine viene svelata una sezione di un’immagine meravigliosa, che sembra l’accesso al paradiso rappresentato fra le due colonne della vita, forse i genitori.  Nel leggere questo libro a volte ho avuto la sensazione di assistere a una didascalia corale del documentario sull’infanzia di una bimba. Ne è un esempio l’opera “Baluginio di vita”.

Ed ecco un tenue baluginio di vita, s’innalza tra i fiumi impetuosi dell’anima guarita dalle dolorose ferite inflitte e pronta per una nuova vita. Cancellati i pensieri, cancellata l’immagine, corpo e anima sono pronti a rinascere.

Nonostante la solennità dei simbolismi e delle figure espresse, lo stile diretto e lineare garantisce fluidità alla lettura. Sono estremamente contento di aver conosciuto meglio quest’autrice, che è anche un’operatrice culturale che si spende per la causa letteraria su molteplici fronti, aiutando gli autori esordienti ed emergenti a venir fuori attraverso collane editoriali in sua gestione, una rubrica in gestione sui lavori redazionali presente un importante magazine e come attivista nel più grande collettivo per autori d’Italia. Mi giunge notizia che questo libro parteciperà al festival nazionale dello scrittore di Noale, a settembre. Direi che avrà delle ottime carte da giocarsi.

Claudio Secci

Dreamage Blog: un nuovo media partner giovane ma con le idee chiare

Dal mese di Maggio, nelle file dei Media Partner del Collettivo si è aggiunto DREAMAGE BLOG, una realtà che lavora in modo molto “proprietario”, “diretto” ma soprattutto “innovativo”. Il nostro fondatore, al termine della chiacchierata con loro, ha comunicato di aver trovato format e modus sperimentali di ottimo ritorno da parte dello staff. E proprio con Clara e Alessia ha approfondito la questione.

Claudio: quando e come è nato Dreamage Blog?

Clara: Dreamage Blog nasce in un pomeriggio primaverile del 2017, mentre mi trovavo in università e seguivo una delle mie tante lezioni della mia facoltà di Scienze della Comunicazione. Quel pomeriggio una mia insegnante ci ha fatto vedere un bookblog e io mi sono ritrovata per lo più a storcere il naso davanti a quelle recensioni che si perdevano nella volgarità lessicale senza avere alcun focus sul libro. È stato in quel momento che ho deciso di buttarmi e aprire un mio spazio personale in cui dare spazio a ciò che pensavo. Questa iniziativa ha cominciato a prendere campo e sono arrivata a chiedere alle mie amiche se volessero partecipare, così oggi lo co-gestisco con Alessia che mi fa da supporto tra la marea di cose da preparare. 

Alessia: Ciao! Dreamage è nato da Clara, che voleva creare un luogo dove ci si poteva confidare e parlare liberamente di film, serie tv, ma principalmente libri. Prima di farmi entrare in questo mondo mi ricordo che Clara mi aveva dato una lista di titoli di libri che dovevo assolutamente recuperare e che dire è stato amore a prima vista per molti romanzi. È così che mi sono avvicinata al suo mondo e al blog. 

Claudio: come vi ritagliate il tempo per dedicarvi alle attività del blog?

Clara: Dare tempo e spazio al blog mi viene naturale, è come dare spazio nella propria vita alla propria creatura. Dreamage Blog è il mio luogo sicuro, quel posto nel mondo e nella mia testa in cui dare un senso alle cose e mi permette di risanare le ferite della vita quando occorre. A volte mi ritrovo a controllare le email al mattino mentre faccio colazione, altre volte sono lì con l’abbiocco post pranzo a buttare giù qualche riga per il prossimo articolo o ci sono momenti della settimana in cui faccio una full immersione organizzativa del blog. Dare tempo al blog accade in modo super flessibile, quando ho una pausa dal lavoro mi butto a preparare sempre qualcosa, cerco sempre di seguire il cuore e il mio istinto senza obbligarmi. 

Alessia: Essendo una studentessa universitaria concentro le attività del blog o dopo pranzo o dopo cena in modo tale da non privarmi dello studio ma allo stesso tempo di dedicarmi a una cosa che mi piace. Alle volte il tempo per leggere un libro è talmente poco che rischio di fare nottata se mi prende troppo o al peggio addormentarmi sopra di esso. 

Claudio: cosa pensate delle fiere come strumento per l’autore?

Clara: Le fiere tematiche sono momenti unici sia per gli autori sia per i lettori, sono un momento per farsi conoscere o per instaurare un legame. Da blogger ho partecipato a tanti eventi, molti di più da lettrice e ogni volta è un momento di scoperta in cui approccio un nuovo libro e apprezzo quelle poche chiacchiere che scambio con l’autore o l’autrice. Amo conoscere le persone, anche se non si direbbe dal mio carattere riservato e titubante, soprattutto gli autori con i quali entro sempre in sintonia. Confesso che dopo averli incontrati, molto spesso leggo o rileggo i loro libri per vedere se li rincontro tra le pagine. 

Alessia: Molti libri che sono nella mia libreria li ho presi girando al salone del libro e conoscendo autori self. Ho sempre pensato che sia un ottimo metodo per farsi conoscere e far conoscere i libri alle persone. L’autore può interagire, p

arlare e conoscere altri autori con cui scambiare idee utili per il prossimo romanzo. A noi personalmente piace tanto non solo perché ci ritroviamo tra di noi, ma anche per conoscere nuove case editrici e autori.

Claudio: vi capita spesso di recensire libri che non vi piacciono e riuscite a restare distanti nelle recensioni come valutazione?

Clara: Recensire i libri con una percezione più oggettiva possibile è uno dei valori su cui ho fondato il mio blog, ma ammetto che a volte non si può essere imparziali poiché ogni recensione avrà sempre un minimo di percezione soggettiva. Recensire negativamente non è semplice, proprio per questo ho ideato uno schema per le recensioni che motivi nel miglior modo possibile il voto finale che decidiamo di dare a un libro. Non amo dare brutti voti senza motivazione e quando accade preparo sempre una scaletta per capire se è più percezione personale o oggettiva così da discernere il più possibile il pensiero, donando una comunicazione degna del libro. 

Alessia: Personalmente è raro che recensisco libri che non mi piacciono, questo perché la trama non mi attira o anche la copertina. Quando leggo un libro e percepisco che non mi piace è molto raro che lo chiudo a metà e non lo finisco perché non è giusto nei confronti dell’autore che ci ha speso tempo e denaro nella realizzazione di un suo sogno. Per quello che quando scrivo una recensione riesco per quanto possibile a far valere i punti positivi del libro e mai quelli negativi. Molti autori apprezzano la sincerità e q

ualche consiglio che non fa mai male per aiutarli a migliorare sempre di più. 

Claudio: quali margini di sviluppo ha la vostra piattaforma e in cosa preferite cimentarvi con i libri?

Clara: Il blog non vuole essere un luogo in cui buttare tanti contenuti a caso, ogni cosa che portiamo su Dreamage è accuratamente ponderata su dati e interessi dei lettori. Ci piace fornire consigli di lettura e per questo abbiamo creato una sezione che si chiama 5 libri, lì i lettori possono trovare idee di lettura partendo dal genere, dal trope o dall’ambientazione. Oltre ai consigli, diamo spazio alle nuove uscite del mese e alle nostre recensioni che puntano a consigliare sia l’autore che il lettore. Speriamo che con ogni nostro articolo chi ci segue e supporta possa essere coinvolto nel nostro viaggio letterario. 

Alessia: Il nostro blog è in continua evoluzione sia per stare al passo con i tempi ma allo stesso tempo cercare di non cadere nella banalità seguendo la massa. Cerchiamo sempre di creare nuovi contenuti che invogliano il lettore a leggere quel libro e a parlarne con noi, attraverso i social o anche tramite una chiacchierata quando ci si incontra al Salone del Libro. Essendo un amante della musica e dei film sto cercando di mischiare le mie passioni per creare un contenuto che tocchi tutti i campi e che ovviamente si leghino ai libri. 

Claudio: leggete e recensite qualsiasi genere di opera?

Clara: Amo leggere, non mi spaventa buttarmi in nuove letture o generi. Sono, però, una mood reader e devo scendere a patti con la mia persona. Dopo tanti anni come blogger ho capito che è meglio leggere ciò che mi attira in quel momento senza farmi condizionare da pressioni esterne o altri impegni, perché amo dedicarmi totalmente al libro che leggo e amo scrivere una recensione valutando ogni suo dettaglio. Credo nel dare valore ai libri che leggo e al lavoro che li ha portati a venire alla luce, perciò penso sia giusto non prenderli alla leggera. Le parole hanno un loro peso e valore, quindi gli darò tutto il valore possibile.

Alessia: Personalmente non riesco a leggere il genere horror, questo perché da bambina ho visto un film che mi è rimasto impresso e non mi ha fatto più dormire la notte. Per quanto riguarda le poesie non mi dispiacciono però

 preferisco un romance o un fantasy o un giallo per potermi distrarre dalla vita quotidiana di tutti i giorni.

Claudio: cosa pensate della nostra opera di volontariato?

Clara: Abbiamo conosciuto meglio il Csu nell’ultimo Salone del Libro di Torino e ci siamo ritrovate accolta da sorrisi emozionati, calore e tantissima passione. Ci siamo fermate a parlare per molto tempo e siamo passate nuovamente anche il giorno dopo perché non ci sembrava abbastanza, volevamo conoscere gli autori. Avere a che fare con il collettivo ci ha permesso di capire con più coscienza la realtà editoriale per gli autori e quanto sia difficile differenziarsi. È un punto di inizio per molti e per noi un punto di scoperta. Penso che potrebbero creare anche una community unita online su Instagram o sui social, sarebbe davvero bello vedere tutti sbocciare in questo prato di storie di grinta. 

Alessia: Conoscendovi di più al Salone del Libro ho scoperto una community che si fa forza e coraggio da sola, che affronta le battaglie a testa alta, in questo caso nel campo dell’editoria, e che ha voglia di fare. Ammiro molto le persone con grinta e che riescono a trasportarmi nel loro libro anche soltanto parlando e descrivendo i personaggi o dove ci troviamo. Ogni autore è importante, tutte le storie meritano di essere lette e meritano di essere comprate dalle persone per valorizzare di più l’autore a scrivere e farci immergere ancora in storie da mozzare il fiato.

22-23 Luglio – CSU impegnato in due eventi estivi straordinari !

Il weekend che andiamo ad affrontare ci vedrà protagonisti su due diverse piazze: in Piemonte ad Alpignano e in Liguria a Lavagna. Due manifestazioni completamente diverse che ci misureranno con autori che si spenderanno su più fronti e nelle quali avremo l’opportunità di far conoscere molti talenti. Il palio storico di Alpignano è una manifestazione che rievoca epoche lontane, nella quale CSU sarà curatore dell’intera area libri, con sei metri espositivi e 80 titoli proposti. Sarà anche interessante l’avvicendarsi degli eventi nell’area presentazioni, nella quale ci sarà il nostro Fabrizio Olivero con i suoi due romanzi storici e il nostro fondatore con il nuovo Crime ambientato a Torino “La stanza dell’acqua grigioverde”. Responsabile di stand l’affidabile e capace Iana Pannizzo ma saranno tanti gli autori che si avvicenderanno dietro la nostra base. A Lavagna troverete le super Jessica Maccario e Federica Martina, confinanti alla nostra media partner Emanuela Navone che esporrà con la collana Policromia. Sarà una grande festa del libro con autori del collettivo e della collana Pub Me federata con la nostra mission. Direttamente sul mare, avrete la possibilità di conoscere tanti nuovi libri anche appena editi nella cornice disegnata dalla straordinaria Annalisa Panesi che dopo Libri in Baia tiene viva la cultura Ligure offrendo eventi di pregio e di tutto rispetto.

Allora, ricapitoliamo: per chi fosse più vicino a Torino, vi aspettiamo sabato dalle 14:00 alle 20:00 ad Alpignano (TO) nel porticato del castello, allo stand CSU che impegnerà due arcate, mentre per chi fosse più vicino alla riviera o alla Toscana, vi aspettiamo sabato mattina dalle 10:00 alle 13:00, e domenica mattina dalle 10:00 alle 13.00 a Lavagna (GE), ovviamente stand

CSU.

Diventiamo sempre più grandi, presto dovremo abituarci a fare fiere contemporaneamente in tutta Italia. Grazie per la fiducia che ci mostrate scegliendoci, è l’unica paga di noi volontari che crediamo nella condivisione e nella sinergia, anche e soprattutto Letteraria.

Staff Csu

Recensione di Claudio Secci per il libro “AmoreSsia” di Ilaria Caserini (MILOS)

Un dramma familiare assolutamente condivisibile e riscontrabile nel quotidiano di ognuno di noi. Una storia che circola attorno all’omertà, ai timori del provincialismo ma che esce dai soliti schemi scenografici. Ilaria Caserini si cerca problemi nel romanzare su anoressia e depressione, schivando con scioltezza tutte le difficoltà di coinvolgimento col lettore che, spesso protagonista in prima persona di queste agonie, potrebbe non condividerne le sensibilità. La storia di Isabella (spesso l’anoressia è affiancata nelle cronache a figure femminili, perché associato a un malessere legato alla vanità o alla non accettazione di sé stessi a livello estetico) è in realtà un vissuto trasversale, frutto soprattutto di un sinistro rapporto con la madre Margherita.

Mi vengono in mente due libri ai quali AmoreSsia non ha nulla da invidiare, “Volevo essere una farfalla” di Michela Marzano, nel quale l’autrice rivela che “L’anoressia non sia come un raffreddore. Non passa così, da sola. Ma non è nemmeno una battaglia che si vince. L’anoressia è un sintomo. Che porta allo scoperto quello che fa male dentro.” e “La circonferenza di una nuvola” di Carolina Capria, nel quale la protagonista potrà confrontarsi con altri ragazzi di un istituto che raggiungono l’Anoressia per motivazioni diverse. Bullismo, compiacimento estetico, raggiungimento dell’autostima a seconda dei casi.

In AmoreSsia troviamo Isabella, ragazza pacata e introversa, alla quale piace stare sola, che inizia ad isolarsi da tutti, in seguito ai continui litigi con la madre e le sue severe riprensioni. Desidera stare fuori da un mondo che non sente suo. Colleziona ritagli di giornale di ragazze magrissime e li conserva in una scatola segreta. Opera per un’associazione di volontariato, con la quale porta pasti a domicilio per i bisognosi. Col volontariato cerca di dare agli altri quello che non riesce a dare a sé stessa. Lì conosce Giancarla, un’anziana donna con la quale instaura subito un bellissimo feeling, così diventano amiche. Diventano amiche, nonostante la differenza di età, e la partenza per le vacanze, presso Cimaglio, in Liguria, della sua famiglia sembra chiudere questa parentesi. In vacanza Isabella conosce Damiano, un ragazzo introverso come lei che soffre di dermatite. L’amicizia con questo ragazzo darà il via a un’intersecazione delle loro strade che nascondono legami insospettabili per Isabella fra le loro famiglie, che grattano il passato di entrambi e che daranno risvolti importanti alla condizione di Isabella e della sua famiglia, in modo assolutamente inaspettato. È un romanzo che solletica il concetto di imprevedibilità della vita, di amicizia che va oltre le barriere dell’opprimente realtà, del pregiudizio e dell’ignoranza. Come apparenti dettagli insignificanti possano smuovere montagne fatte di preconcetti e rigide paure di paese.

Stile, sceneggiatura, proprietà dell’autrice

l suo “rituale” del vomito, assolutamente familiare per chi si è trovato all’interno del problema, che supportano con autorevolezza e competenza lo scritto.

Il romanzo si articola in 51 capitoli e circa 600.000 battute, ed è considerabile come spin-off di “Autopsia di un’emozione”, il primo romanzo dell’autrice. È disponibile in formato Cartaceo ed Ebook ed è edito dal gruppo editoriale PUBME, collana Milos. Il genere è di narrativa mainstream contemporanea. Ilaria Caserini alterna proposizioni perentorie e brevilinee a periodi talvolta decisamente lunghi. Diversi, a mio dire, i periodi che potevano essere divisi permettendo respiro e concentrazione migliori per l’assimilazione del lettore. La raffigurazione del contesto è ben curata e i dialoghi talvolta gergali sono misurati, attualizzati e ben identificati. Decisamente efficaci gli aneddoti che ruotano attorno a Isabella, con questa ricerca spasmodica del bagno per il suo “rituale” del vomito, assolutamente familiare per chi si è trovato all’interno del problema, che supportano con autorevolezza e competenza lo scritto.

“Solo quando fui convinta di aver svuotato per bene lo stomaco, l’agitazione si placò.”

In questo passaggio si riassume quasi tutto il gioco psicologico della persona affetta. I dialoghi sono seguiti da indirette equilibrate e ben dosate, solo quando effettivamente necessarie a condire e dare ritmo immaginario alla discussione. Anche le discussioni pluri-interlocutore sono strategicamente ben gestite per non generare confusione nell’ideale di scena del lettore. I capitoli si alternano fra l’onniscienza e la prima persona di Isabella, indicata all’inizio quando presente, e questo diventa particolarmente incisivo e utile per prendere il volante della storia e sentire più da vicino i sentimenti e le sensazioni di Isabella. Le frasi da despota e tiranno della “prima” Margherita sono ben riconducibili a molte realtà di famiglie di stampo classico. Alcuni passaggi son semplicemente eccellenti, ma nel complesso tutti gli avvenimenti vengono esposti permeando di fluidità la lettura, che torna altamente godibile per il viaggiatore. La sensazione nel complesso è che non vi siano ridondanze stilistiche, che tutto avvenga con estrema improvvisazione e questo istinto lo si percepisce nella varietà delle figure creative che Ilaria mette in gioco fra una proposizione e l’altra. Editing ineccepibile, vocaboli eleganti e ricercati ove necessitano (allampanata, stoiche, disquisire, baldanza puerile, madida). Un romanzo scritto con una forma sublime.

Claudio Secci

SALONE DEL LIBRO DI NAPOLI – REPORTAGE

La prima edizione per il nostro collettivo di Napoli Città Libro ci fa portare a casa tante nuove certezze. Che il CSU può e sa gestire grandi eventi, che con la sinergia qualsiasi ostacolo diventa sormontabile, che Napoli si conferma meta preziosa, suggestiva, affascinante. Nonostante il cattivo tempo, la piazza ha risposto con un buon passaggio di lettori e altrettante vendite, e il direttivo ha messo in atto i nuovi accorgimenti per i commessi che erano in stand, che hanno dato i loro frutti. Lo stand, perfezionato più volte per adattarlo agli spazi concessi, era senza dubbio attraente e l’ampia offerta di novità librose appena uscite ha attirato pubblico di tutte le età. La preparazione dei commessi su determinati generi a catalogo permette al potenziale interessato di immergersi nel contenuto del libro con trasporto e coinvolgimento. La trasparenza dei prezzi, delle offerte e delle iniziative promosse dalla mission immergono anche nuovi autori presenti in fiera e altri espositori ad affacciarsi con disinvoltura e consapevolezza. Si sono interessate alla nostra realtà diverse emittenti. Rai con il TG3 Campania, il giovedì pomeriggio, Radio Playtag il sabato mattina e RTC Quartarete la domenica mattina. Il nostro delegato di stand regionale, Vincenzo Romano, ha dimostrato di saper tenere le redini dei grandi eventi con esperienza e professionalità, ed è stato quindi confermato anche per l’edizione 2024. Vi lasciamo con qualche immagine dell’avventura consumatasi nei 4 giorni fra il 13 e il 16 di Aprile ricordandovi che nella pagina Facebook del COLLETTIVO SCRITTORI UNITI trovate i bandi fiera ai quali potete aderire. Ci aspetta un mese molto intenso, quindi spediti a Rivoli – Libri in Piazza il 29 e 30 Aprile, la fiera da noi organizzata. Al prossimo anno, Napoli!

Link del TG Quartarete   https://youtu.be/dsrDGZiJ6aE

Staff Csu

Nasce la nuova rivista a cura del Collettivo: SPAZIO LETTURA – OLTRE L’AUTORE

Partiamo dalla domanda più utile: perché dar vita a una nuova rivista di letteratura?
Beh, innanzitutto perché c’è rivista e rivista, target e target, finalità diverse. E poi… certamente, bisogna vedere con quale accuratezza e competenza vengono trattati gli argomenti.
Cominciamo a parlare di trasversalità. Da un punto di vista dei contenuti, in questa rivista su nulla è vietato discutere e approfondire, che riguardi la sfera del leggere e dello scrivere nell’epoca contemporanea. È uno strumento completo per due figure: chi scrive per diletto o per professione, e chi sta dall’altro lato, il lettore. Il primo potrà documentarsi su tematiche a lui vicine, che lo aiutino nella formalizzazione della sua passione creativa. Non soltanto attraverso pillole e consigli sullo stile e sulla presentazione di un lavoro a un editore o

a una platea, ma ascoltando l’esperienza di professionisti del settore e ciò che ci hanno raccontato nelle interviste concesse. Il secondo troverà approfondimenti su generi letterari, recensioni e segnalazioni su libri e fiere alle quali potrà incontrare gli autori, e soprattutto un’avvincente selezione di racconti, da poter gustare in viaggio o sul divano.
Questa rivista non vuole essere mai banale, bensì un contenitore completo e a 360° di contenuti originali. I 18 responsabili di rubrica, attraverso le loro pluriennali esperienze nell’ambito di rispettiva competenza, per la prima volta saranno sinergicamente insieme in un prodotto che deve emozionare e appagare sempre, in ogni suo numero. 60 pagine circa in cui sia il l’autore che il lettore saranno buoni amici, commensali in una tavola imbandita con alimenti preziosi che nutriranno i bisogni di entrambi. Proverò a reggere il timone di questa barca facendomi garante di
informazioni autorevoli da parte di tutti gli interlocutori, ma non vi nascondo che essere riuscito a inglobare in questo progetto tutti questi splendidi professionisti, è già di per sé motivo di grande orgoglio. Daremo voce a redattori, grafici, editor, traduttori, illustratori, selezionatori, editori, poeti, fumettisti, organizzatori di grandi eventi e operatori culturali di ogni tipo, affinché ogni numero rappresenti una testimonianza da conservare gelosamente e collezionare. Taglio il nastro a questo sfidante progetto, facendo i miei migliori auguri sia allo staff interno che ai responsabili di collana, che hanno profuso il massimo impegno per mettere a disposizione un prodotto utile, affascinante, coinvolgente e scaltro (nel senso buono del termine).
Claudio Secci

ROMANZOAPRANZO – il portale delle recensioni del nostro Media Partner FEDERICO INGEMI

Sul sito Romanzoapranzo – Romanzoapranzo: una pausa d’inchiostro. ogni mese troverete una nuova recensione, da parte dell’esperto Federico Ingemi, già impegnato con la rivista “L’INDICE” e ora impegnato su più fronti con più testate. Visitate il portale di “Romanzo a pranzo” per trovare lo storico degli approfondimenti, articoli e opinioni sempre diverse e suggestive che Federico attua sui libri che gli vengono donati di tanto in tanto, a presentazioni, fiere e meeting. Nei prossimi mesi si occuperà di “Che fine ha fatto quel clandestino” di Eltjon Bida, di “L’ultima predica” di Alessia Francone e di “Il senza morte, il senza sogni e gli altri oscuri compagni” di Giuliano Olivotto.

Non perdetevi questi appuntamenti e… se sei un autore, chiedici come poter ottenere una recensione, scrivendoci su info@scrittoriuniti.com

Stay Tuned

Staff Csu

Recensione di “Lucille – la trilogia degli immortali” di Marco Mancinelli

Ho acquistato questo libro all’ultimo Salone di Torino. Marco Mancinelli è una delle colonne della Bakemono Lab, una realtà che ho sempre stimato, prima per le sue irresistibili copertine e la linea editoriale, poi per il modo di lavorare che non cerca di strafare, ma di scandire, a tutela della qualità, sempre e comunque. Parto subito col dire che all’interno di questo volume ho trovato la tipica musicalità di una scrittura consapevole, matura e penetrante. Anche i periodi lunghi e le subordinate tornano sempre snelli e fluidi nel loro assorbimento, l’occhio resta guardingo e al contempo vorace, e qualsiasi pagina a caso venga aperta del volume è un tuffo in una sensazione, talvolta di fatti svolti oltre un secolo fa, a volte oltre due, a volte in epoca contemporanea. Descrizioni vivide, miscelate a vocaboli ricercati e sempre contestualizzati trascinano in uno scenario tridimensionale il fortunato viaggiatore.

“Lucille si lasciò cadere sul letto e chiuse dietro la porta della stanza il trambusto dei suoi accoliti, che sciamavano per i due piani della casa, scambiandosi opinioni e racconti…”

“Le sue parole si persero nel caotico esplodere del conflitto, sovrastate dai rintocchi delle campane. La sua vista si immerse nel gorgo dell’aria sconvolta dalle esplosioni finché non riuscì a cogliere un movimento guizzante…”

Io non adoro il fantasy, ma qualsiasi periodo preso a caso nel libro mi porta dentro un film. Sapientemente. Mi sono sforzato di trovare uno scricchiolio nel libro, ma forse dire “ben scritto” è la sintesi più vera di questo mio viaggio. I capitoli partono con titoli di dettaglio nel luogo e nel tempo, così precisi da riportare sempre anche il minuto esatto della discesa in campo del lettore. Francia, epoca della Rivoluzione, Africa, popolazione indigena del 1861, Italia e Germania dei giorni nostri. Tutti contesti così distanti fra loro e tutti e tre documentari di viaggio minuziosamente riportati con accorte sfumature. Dal primo all’ultimo mai stanchezza, mai guardia bassa, mai logorio da parte dell’autore che ha tenuto l’asticella sempre alta fino all’ultima battuta.

Trama – Se dovessi usare poche parole, una commedia di vampiri in stile gotico. Questo è il primo volume. Si parte con la rivoluzione francese nel 1789, ci si sposta poi in una popolazione indigena del Congo nel 1861 fino ad arrivare a Roma nel 2018, quindi si parte da lontano per arrivare pian piano ai nostri tempi. Per assurdo la duchessa Lucille, condannata a morte da una malattia che la spegne rapidamente, risulta meno affine al lettore di Conrad, il vampiro che le ha dato la chance di non perire. Lucille evolve nella storia da vittima a carnefice, perché quando ottiene il potere si rivelerà ingorda e desiderosa di ottenerne sempre di più. Il vampiro Conrad sarà costretto a chiedere aiuto a una divinità, chiamata Madre Morte dalla popolazione indigena che la venera, per rimettere le cose a posto.

“Sei tu quella che chiamano Madre Morte?”

“Così mi chiamano gli sciocchi prima di morire o i codardi attorno ai fuochi mentre raccontano le mie gesta.”

“Possiamo parlare?”

“Lo stiamo facendo.”

“Sono qui per chiedere il tuo aiuto.”

“Mi sono mostrata a te solo per conoscere a fondo i tuoi intenti. Qualcosa ti preoccupa e sei in cerca di vendetta, non è vero?”

2018-2013 cinque anni di Mission… che sembrava Impossible

E’ certamente riduttivo provare a riassumere cosa è stato fatto in 5 anni di Collettivo Scrittori Uniti. Anche perché attraverso un display non si potrebbero mai far trasparire le vibrazioni che ci hanno pervaso al raggiungimento di ogni risultato, che sembrava impossibile per un gruppo di volontari senza partita iva e senza fondi, all’inizio. I nostri autori sono apparsi nelle tv nazionali, nei giornali di alta fascia, negli eventi più importanti del panorama nazionale. Non è stato affatto facile, tutto questo, ma ciò che resta è senz’altro qualcosa che non ci fa pentire degli sforzi fatti. Siamo soltanto in sei a dirigere il timone di questa “bravata”, e siamo scomodi per tante entità, come è naturale che sia. Le collaborazioni che sono rimaste, però, sono quelle che alla fine possiedono lo stesso spirito comunitario che ci siamo prefissati quel 30 Maggio 2018: si vince tutti.

Staff Csu

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