Recensione al romanzo di Arianna Ciancaleoni “MxE” Musica per Eva

Recensione a cura di Claudio Secci

Trama

Eva è la personificazione del riscatto femminile. Ha trent’anni ed è confusa, conseguenza anche delle lotte passate con il suo aspetto fisico, che riesce con immensi sforzi a recuperare, assieme alla sua autostima. Si fidanza con Matteo, ragazzo benestante da lei sempre desiderato da quando erano studenti, ma senza un apparente motivo serio, sebbene qualche scricchiolio fosse percettibile, costui la lascia una notte di capodanno con fare sbrigativo. Eva non demorde e si convince che Matteo un giorno tornerà da lei implorandola di rimettersi insieme. Ma il tempo passa, e nel frattempo Gaia, la sua “migliore” amica, cerca di rimpiazzarle un nuovo fidanzato. Si avvicenderanno momenti di ilarità, ironici e frizzanti. Personalmente di questo romanzo mi è rimasto dentro il valore del trascorrere del tempo come cura per qualsiasi frustrazione. Abituarsi a non ricevere qualcosa prima o poi ne cicatrizza il desiderio, e ci abitua a una nuova felicità. Anche la rinascita di Eva è tutt’altro che scontata e banale. Battute comiche, riflessioni introspettive del fidanzato che accompagnano verso una comprensione migliore bilaterale dell’intreccio, chat espresse con linearità e mai pesanti aiutano a rendere snello e vivace un romanzo che sulla carta potrebbe apparire identico a tanti altri, ma così non è.

Analisi tecnica

Colloco l’opera nelle commedie rosa, il ritmo è equilibrato e la costruzione del periodo leggera, appropriata all’atmosfera che il narratore vuole creare. Il lessico non è particolarmente ricercato, questo amplifica il pubblico destinatario per quanto il target che trovo più naturale penso sia piuttosto giovane. Contrariamente a ciò che accade in titoli simili a questo, nel testo non prevalgono i dialoghi, ma restano ben alternati alle riflessioni e ai disegni narrativi degli scenari. I periodi non risultano eccessivamente lunghi e anche in questo caso la morfologia del testo appare bilanciata, permettendo al lettore di respirare e restare incalzato nella degustazione dello storytelling. Nonostante l’utilizzo delle subordinate sia prevalente, l’enunciato secco pone note di suspence e adrenaliniche che evitano un’altrimenti eccessiva quota romance alla commedia.

“Di colpo fu come se il terreno cedesse. Come se la strada fosse finita. Iniziai a precipitare. Mi coprii il viso con le mani. Deglutii una, due, tre volte.”

Piccole stonature: uso molto frequente di avverbi. Alcune pause e fratture di preposizioni con le quali il narratore vorrebbe irrigidire il lettore risultano a volte forzate.

Luccichii: ho apprezzato particolarmente alcuni passaggi e metodi, laddove allontanandosi dal banale e dal classico lessico romance l’autrice colora con bagaglio.

“Ho già detto che amavo la sua amara, sincera e brutale franchezza?” “… decisi quindi di puntare su quello che Gaia aveva definito “quello che ti viene meglio”, ovvero essere bella.” “Mi crogiolai per un po’ nelle mie fantasie di riscatto…”

Note a margine: il testo è privo di refusi.

 


Arianna Ciancaleoni è autrice del CSU – Collettivo Scrittori Uniti

Recensione a cura di Claudio Secci – Fondatore CSU

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