Recensione de “Operazione farfalla” di Giuliano Olivotto & Luigi Dilauro

Alcuni lo hanno definito un manuale di crescita personale, altri una graphic novel motivazionale. “Operazione farfalla – mostra i veri colori, investi nel tuo futuro” è un’esperienza completamente diversa da tutto ciò che ho letto sinora, ma allargherei tranquillamente il concetto ad un raggio ben più ampio per struttura, morfologia, concatenazione, progettazione, e infine applicazione. Ho il grosso problema, nel parlare di questo prodotto che io invece descriverei come “sperimentale”, di conoscere gli autori. E’ un problema perché nei personaggi che si trovano all’interno, sia da giovani che da vecchi, ritrovo molto delle loro personalità, ma certamente è stata un’occasione per assimilarne l’estrema empatia. Non voglio soffermarmi poi sulle analogie di vita e di approccio con Giuliano, che si sono palesate quando ci siamo conosciuti attraverso i social e che con questo libro ho, in modo quasi commovente, ritrovato  spaventandomene. Parliamo del libro. Il font utilizzato per il corpo è un font che ricorda molto i librogame, e la presenza sin dalle prime pagine dei fumetti, dal tratto moderno e fresco che strizzano parecchio l’occhio all’Urban Novel, disorientano subito il lettore che non aveva capito che sarebbe stato supportato da questi intervalli grafici che aumentano decisamente il coinvolgimento. La presenza dei fumetti cala il lettore in un’atmosfera subito confortevole e abbassa l’età della platea, già avvolta da tematiche assolutamente trasversali come la relatività del tempo, delle opportunità e soprattutto dell’effetto domino dei fenomeni. Il con

cetto della farfalla, della sua relativa debolezza e inconsistenza per il mondo e ciò che può comportare la sua presenza o meno in un istante della linea del tempo nell’universo, è concetto che avevo già trovato in “L’uragano di un batter d’ali” di Sara Tessa, dove si utilizza proprio questo paradosso per affrontare la relatività e l’importanza di ogni posizione di ogni singolo atomo in un preciso momento nell’ecosistema circostante. Il libro trasuda di empatia, fra nonno e nipoti e fra i fratelli protagonisti della storia che il narratore iniziale sta esponendo ai suoi infanti auditori. L’idea della storiella che fa da tappo iniziale, del viaggio nel tempo e dei “casini” come li chiamano gli autori, quindi i cortocircuiti che un utilizzo inappropriato di una macchina del tempo può fare, in effetti non sono l’idea più originale della storia, ma qui non è questo che porta il libro a un livello molto alto di godibilità. Il protagonista è Ale, un tubeFixer (idraulico del futuro) che vive a big city e che nelle prime pagine della storia ci affascina descrivendoci come, in un futuro molto prossimo, si potrebbero mettere le cose in termini di sostenibilità (grossi arcipelaghi in cui vivere quasi sempre chiusi in casa, maschere di protezione per l’inquinamento eccessivo, estrazione dell’energia elettrica dall’acqua del mare, separazione dell’idrogeno dall’ossigeno e così via). Premetto che quando ci si infila in queste ambientazioni o si ha molto bagaglio di fisica e tecnologia oppure bisogna studiare le evoluzioni degli aspetti di cui si vuole parlare, e questo è sicuramente stato fatto perché tutto calza bene ed è gradevole, non stona nulla anche da parte di un lettore esigente e rompiscatole come me. Il fratello di Ale è Ricky, un ingegnere aerospaziale col quale una sera si infila in un All you can eat, e a fine serata ottengono un biscottino cinese che, come nei baci Perugina di oggi, contiene uno strano messaggio “Chiedi e ti sarà dato”. Sembra che questo biscotto sia stato fornito dal vecchio alla cassa che li osserva di continuo, infatti poi questo si avvicina a fine pasto e gli da appuntamento in un capannone alle 19 di sera per fargli avere la macchina del tempo che hanno chiesto nel desiderio appena espresso. Da quel momento, per i due protagonisti ha inizio un continuo viaggio del tempo in avanti e indietro che creerà anche dei paradossi, facendogli rincontrare anche dei loro stessi più giovani e dovendo uscire da situazioni complicate senza fare troppo danno. Il libro esorta a non essere spettatori della propria vita ma ad essere parte attiva delle proprie scelte e dell’importanza che queste rivestono, con le loro conseguenze.

Testo: stile essenziale, senza vocaboli ricercati, nessuna preposizione fronzolata o creatività eccessive. Pensieri lineari con lessico accessibile anche ai più giovani. L’alternanza con i fumetti rende il libro oliato e flessibile agli occhi e alla mente. Non si evincono cambi di passo e salti di stile, quindi il lavoro a quattro mani dev’essersi svolto passo passo insieme. La prima persona presente tiene il timone sugli occhi del protagonista e il lettore si trova a suo agio in tutta la commedia. Il risultato è un racconto urban-fantasy ambientato nel prossimo futuro che si trascina dietro tematiche psicologiche proficue per il momento sociale che stiamo affrontando, fra crisi diplomatiche internazionali, problemi batteriologici e inquinamento galoppante. Non sono presenti refusi. Consigliato per le scuole medie e superiori per progetti di lettura.

Recensione a cura di Claudio Secci

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